Astley' Place Blog

A cura di Raffaele De Ritis
LA RIVINCITA DEL CERCHIO

LA RIVINCITA DEL CERCHIO

articolo pubblicato su Juggling Magazine, n. 92, settembre 2021

 

Il ritorno alla condivisione del circo dal vivo ha plasmato, forse inconsciamente, i confini delle caratteristiche circensi. Un'estate di transizione ha generato modalità ibride sia per il pubblico (all'aperto, al chiuso, distanziati) che per l'economia delle compagnie (tournée adattate, produzioni occasionali, cast incerti). Questo ha generato dubbi, insicurezze, ma anche innovazioni e forme inaspettate.

Due esempi sono riusciti in tutto questo a rimettere in discussione i linguaggi, per ricchezza espressiva e magnitudine. E si tratta delle due compagnie più antiche del mondo: Knie in Svizzera e Gruss in Francia. Sono due nuclei familiari giunti alla settima generazione di circo, con due caratteristiche in comune: la fedeltà al cerchio della pista (sono gli ultimi due caposaldi mondiali dell'arte equestre) e il gusto per l'avanguardia. Ed entrambi, nei loro Paesi, si sono avvalsi del titolo di Circo Nazionale. I Gruss nella Francia degli anni '70 inventarono il “circo di regia” e fondarono la prima scuola di circo occidentale al mondo, formando la prima generazione del “nouveau cirque”.

I Knie, per un intero secolo hanno anticipato nel mondo circense tutte le innovazioni e le discipline emergenti: l'attenzione alle scuole russe e cinesi, l'avvento del teatro fisico negli anni '70, o coproduzioni col Cirque du Soleil quando non lo conosceva nessuno. In questo 2021 entrambi hanno rimesso in discussione le forme ma ripartendo dai codici del circo, e adattandosi alle circostanze. La famiglia Gruss alla sua 48esima creazione ha rinunciato alla parola circo, optando per “Les Folies Gruss”: un'esperienza immersiva e partecipativa all'aperto, sotto le stelle di Beziers negli scorsi mesi (e ora a Parigi in un percorso sotto chapiteaux multipli). Il pubblico entra in un prato, mangia e beve su balle di fieno: un portico aereo é montato, gli artisti suonano, animano e volteggiano per un'ora in un'intimità riconquistata.

Ma é solo l'inizio: vengono poi fatti accomodare nell'enorme gradinata circolare. Qui, per un'altra ora, la simbiosi dei 24 artisti tra grande swing/jazz dal vivo, acrobazia equestre (50 cavalli), giocoleria, tecniche aeree, é insuperabile. In Svizzera, i Knie sono partiti per la loro 102esima (!) tournée con un tendone avveniristico, e una soluzione drastica: piena capienza con postazione di tampone gratuito per tutti. Qui la musica rock si fonde con le arti equestri, la tecnologia (due piste si muovono una sopra l'altra), esercizi del genere “brivido” (motociclette sulle teste del pubblico e piramidi umane sul filo, esorcizzando forse le ansie del lungo lockdown), comici teatrali. Sono entrambi spettacoli completamente esterni al circuito dei “programmatori” e delle sovvenzioni. Si muovono a proprio rischio col solo incasso, creano in maniera autonoma i loro rapporti con le città e le istituzioni culturali, in una miriade di attività con le comunità di riferimento:

Gruss ad esempio svolge negli anni cicli di seminari e pubblicazioni con l'Università di Avignone; Knie pianta il tendone nelle piazze dei teatri dell'opera di Ginevra o Zurigo. Entrambi gli spettacoli riescono a catalizzare duemila spettatori a replica, mettendo in discussione le aspettative e le barriere tra i tipi di pubblico. Forse il post-pandemia può servire anche a rigenerare la definizione di “contemporaneo”. Spesso molte tendenze stilistiche del circo di oggi tendono a diventare prevedibili, creando di fatto forme nuove di tradizione: si pensi alle emanazioni delle compagnie formate al Cnac o all'Esac; o alla riconoscibilità durevole della “scuola” canadese. Anche l'idea della frontalità teatrale del circo contemporaneo con la quarta parete, affascinante tradimento della pista, é diventata a suo modo una forma di tradizione. Invece, al contrario, l'esperienza realmente innovativa degli ultimi anni é forse proprio un ritorno alla natura circense del cerchio, con esso del tendone e verso forme drammaturgiche più immediate: si pensi alle ultime creazioni di Akoreakro, Aital (col ritorno all'arte equestre), e con essi naturalmente tutta la nuova generazione italiana di compagnie per le quali l'espressione “con tendone” sembra ormai un'orgogliosa affermazione di novità. Il pubblico che torna ad aver voglia di stare insieme ci indica forse che nella creazione contemporanea c'é la possibilità di un “prima” e di un “dopo”: in seguito al trauma collettivo di questi due anni, forse la novità non é tanto più in forme di creazione cerebrali, con simbologie da decodificare.

Il cerchio, che poi é la natura identitaria del circo, ci spinge verso l'energia collettiva, per la quale la creazione esige la spontaneità e soprattutto le modalità della festa. Nel nostro ritorno a vivere, le due compagnie circensi più durature del pianeta ci indicano come, passando per un secolo attraverso le principali innovazioni, sia possibile raggiungere quell'equilibrio in cui si tengono ben strette alcune basi (lo spazio scenico identitario, la trasmissione del sapere, il vocabolario tecnico, la musica) in modo da creare spazio alla ricerca. Quell'equilibrio che in ogni arte mette in sicurezza i codici per consentire di guardarsi intorno nel proprio tempo, e crescere sperimentando: condizione certa per potersi definire “contemporanei”.

In Svizzera, la 103esima edizione del Circo Knie é in tournée fino a tutto Dicembre. In Francia, lo spettacolo Les Folies Gruss verrà replicato a Parigi dal 18 Settembre 2021 a Marzo 2022.

 

CODICI CLASSICI PER RIGENERARE IL CONTEMPORANEO
knie.ch
folies-gruss.com
progettoquintaparete.it/astleys-place-home

 

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RAFFAELE DE RITIS

Raffaele De Ritis (1967) regista e storico attivo fin dagli anni ’80 in Europa e Stati Uniti. Ha creato spettacoli per Ringling-Barnum, Cirque du Soleil, Big Apple Circus, Franco Dragone, ed é consulente creativo di Disneyland Paris. Ha diretto David Larible, Arturo Brachetti, Raul Cremona, Aldo-Giovanni- Giacomo. E’ stato tra i pionieri del “Florilegio” Togni e della serie “Circo” di Raitre. Autore di numerosi saggi e opere sulle arti circensi e sull’illusionismo, tiene conferenze in tutto il mondo. Ha tenuto docenze all’Università La Sapienza e Tor Vergata, il CNAC, l’ESAC, Vertigo, ed é co-fondatore del Nouveau Clown Institute. E’ stato membro della commissione consultiva circo per il Mibact e presidente dell’Ente Manifestazioni di Pescara, dove nel 2007 ha fondato di “Funambolika – Festival Internazionale del Nuovo Circo”.   www.raffaelederitis.com

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