ESTETICHE DEL MISTERO: dal nuovo circo alla nuova magia
articolo pubblicato su Juggling Magazine, n. 60, settembre 2013
L’illusionismo è l’arte teatrale di simulare capacità fuori dalle regole naturali; il circo è il regno in cui le leggi della natura vengono spinte al limite delle loro possibilità. L’uno con la finzione, l’altro con la realtà, entrambi con l’esagerazione, hanno rappresentato, per secoli, una porta sul mistero. Circo e magia sono state per lungo tempo le forme più popolari dello spettacolo: il circo arrivando dovunque con i suoi tendoni di meraviglie; i maghi diventando, come disse Orson Welles “i veri signori della scena”: protagonisti della vita teatrale del ‘900, con tournées incredibili da Singapore a Buenos Aires, e invenzioni continue ad arricchire la loro arte di numeri sensazionali. Per gli storici, la magia in teatro è stata il più potente mondo di fantasia conosciuto dall’uomo prima degli effetti speciali moderni: tra donne in fiamme, scheletri danzanti, prigioni piene d’acqua, piogge inesauribili di bandiere colorate o evocazioni di fantasmi sul palcoscenico. È inutile ripetere come il cinema, la tv e il divertimento tecnologico abbiano reso desueti circo e magia, creando seri problemi di identità della forma. Il circo, lo sappiamo, ha motivato negli ultimi decenni una propria identità contemporanea. La magia, in fuga dai teatri, per un po’ di tempo ha polato in feste private e piano bar. Per ragioni diverse, la perdita di profondità artistica è un po’ simile alla crisi estetica del circo classico negli anni ‘80. La magia è oggi oggetto di parecchi esempi di evoluzione artistica. La riflessione ha avuto inizio negli Stati Uniti, dove del resto la forma è più popolare che altrove, anche a livello amatoriale. Dagli anni ‘80 il duo Penn e Teller è emerso dall’universo del comedy e della giocoleria. Sono diventate due icone pop della controcultura americana, basando i loro spettacoli su una riflessione critica e paradossale sul tabù del trucco, spesso rivelato, o riportando in magia la tradizione di shock e violenza cruda, ma con l’accessibilità dell’umorismo e la seduzione della satira sociale. Oggi sono due superstar di mercato, dividendosi agevolmente tra uno show a Las Vegas e serie televisive contro i luoghi comuni della società. Il prestigiatore e collezionista Ricky Jay ha legato la propria esperienza di mago classico al drammaturgo David Mamet, dando dignità teatrale e drammaturgica a un repertorio secolare, a metà tra performance, bibliofilia, arte controvato rifugio nei night-club, favorendo lo sviluppo di numeri più intimi, legati alla destrezza manuale con carte da gioco e colombe, o al mentalismo. Negli anni ‘80, l’espansione di Las Vegas e del mondo televisivo hanno incoraggiato un rilancio delle illusioni sempre più grandi e spettacolari, in cui però, tra effetti laser e ballerine, poco spazio rimaneva per la bellezza del mistero. Nel frattempo i maghi hanno diffuso la loro arte nella vita sociale e ricreativa: dopo la musica, forse la magia e l’hobby artistico più diffuso al mondo, molto più della giocoleria. Il mercato specialistico di editoria manualistica, didattica video e accessori è un business sterminato e planetario. Ciò ha creato il fenomeno dei club magici, e una forte ibridazione tra professionisti e dilettanti. Se in questo modo l’illusionismo è progredito notevolmente nelle soluzioni tecniche e di abilità, l’attenzione verso l’effetto ha snaturato l’essenza artistica e il mistero. L’apparente facilità di accesso alla comunità magica, ha creato una diffusione di prestigiatori dalla modesta preparazione artistica, che hanno spotemporanea. Jay è oggi oggetto di film d’essai e racconti di scrittori. In Europa il primo personaggio interessante è stato dagli anni ‘90 il prestigiatore-antiquario Christian Chelman, belga: oggi il suo straordinario talento tecnico, unito a doti di storyteller e collezionista di oggetti occulti di ogni epoca, ha creato l’universo parallelo del “Surnateum”, museo di storia soprannaturale, in cui attraverso l’illusionismo e l’uso teatrale di autentici reperti inestimabili, si opera una rilettura magica dell’intera storia umana…Nel Regno Unito, da oltre un decennio il mentalista Derren Brown ha rivoluzionato il genere, divenuto una vedette popolare pur con un lavoro di ricerca, creando lavori teatrali e serie televisive dalla notevole estetica teatrale. Da qualche anno in Francia si sono iniziati a disegnare i tratti di una “nouvelle magie”, il cui motore pare l’artista e studioso Raphael Navarro. È un tentativo di capire se l’illusionismo possa essere un nuovo crocevia di linguaggi, in spettacolo o in installazioni. Nelle ricerche di questo movimento, è interessante capire, ad esempio, cosa accade al nostro rapporto con la forza di gravità, se le palline sospese nel vuoto da un giocoliere a un certo punto restano a mezz’aria per qualche secondo in più; o se lo slancio di una danzatrice può diventare una levitazione vera e propria. Da questo universo, sono emersi esempi di successo: come il manipolatore Yann Frisch, che con la sua piccola pièce esistenzialista di otto minuti, munito solo di un bicchiere e una palllina, ha vinto il primo premio al FISM, il campionato mondiale dei maghi, facendo breccia in un universo estremamente convenzionale e stereotipato; oppure Etienne Saglio, il cui più ampio lavoro drammaturgico riesce a dare vita a oggetti e materiali inanimati, unendo l’illusionismo a pantomima, giocoleria e scultura. In Italia, il panorama della magia è comunque vivacissimo, seppur sul fronte tradizionale e in espressioni diverse. Nella percezione popolare è certamente Arturo Brachetti ad aver dato dignità teatrale al genere, pur non togliendo signifcato a icone dell’immaginario collettivo come Silvan. Figure provenienti dal mondo della magia hanno contribuito a rinnovare il cabaret: si pensi a Raul Cremona, Forest, Luc e Tino, o Francesco Tesei portando il mentalismo a teatro. Grandi illusionisti all’americana si sono imposti con successo anche sul mercato mondiale: Gianni Mattiolo, Erix Logan, Gaetano Triggiano, fino ad Alberto Giorgi, del quale si apprezza una ricerca estetica meno convenzionale, con la costruzione di un personaggio “steampunk”. Per quanto riguarda i legami col mondo circense, per ora si è fermi allo spazio dato ad illusionisti sotto i tendoni tradizionali: è il caso di Ottavio Belli, a cui i circhi affidano l’intera seconda parte dello spettacolo. Tentativi di programmazione teatrale, come Supermagic o il più intimo Varietà delle Meraviglie (entrambi a Roma), dimostrano un ampio interesse del pubblico. Da non sottovalutare anche la crescita di livello degli appuntamenti del settore: l’annuale Masters of Magic a S.Vincent è ormai un riferimento mondiale. Quest’anno il Festival Mirabilia ha provato a tematizzare con la “nouvelle magie” la città di Cherasco, tra classicità e innovazione: magia di strada, lo show di Luc e Tino, compagnie di ricerca come Duos Habet, momenti di confronto, il tutto all’ombra dello straordinario museo della magia appena inaugurato dal Mago Sales. Un importante finestra sulla nouvelle magie si avrà nel cartellone di Torinodanza 2013-14. L’affidamento all’Italia del prossimo campionato del mondo FISM (a Rimini, Luglio 2015) vedrà confluire almeno tremila maghi, con importanti spettacoli, seminari e occasioni di confronto. L’inserirsi dell’appuntamento nella piena stagione italiana dei festival di circo contemporaneo (Mirabilia, Grugliasco, Funambolika), potrebbe costituire un’occasione esplorativa non indifferente.
Più informazioni su alcuni degli artisti contemporanei citati:
Ricky Jay www.rickyjay.com
Penn and Teller www.pennandteller.com
Christian Chelman www.surnateum.org
Raphael Navarro http://cie1420.free.fr/
Yann Frisch www.yannfrisch.com
Derren Brown www.derrenbrown.co.uk